Tutti alla festa dei Quarti

Se le nove reti subite dal Verona non sono sufficienti a convincere che alcune formule sono meno convincenti di altre, poco altro può esserlo. Otto squadre su 13 in una manifestazione rappresentano statisticamente un depauperamento dei valori competitivi.

Fossero anche 16 le squadre iscritte alla massima divisione femminile di calcio a 5, otto rappresenterebbero non l’elite, le migliori, ma semplicemente metà delle squadre. Ma quella della Coppa Italia è una “festa del movimento” e alle feste alla fine inviti più gente possibile.

A guardare le partite, a prestare davvero attenzione mentre i dazi di Donald Trump affossano l’indice NASDAQ e una operazione che pone gli eventi nella giusta prospettiva. Ascoltare i commenti post derby di Liverpool, oppure i commenti degli addetti ai lavori circa la stagione del Manchester United aiutano a valutare lo spettacolo della Final Eight di Coppa Italia di calcio a 5 femminile in maniera più appropriata.

Capita così che posso stupirmi del Pescara capace di battere finalmente un avversario tra le prime quattro ma lo fa sempre lontano da casa. Rivedo Jessika Manieri danzare sul parquet con le sue scarpe da running. Le biancazzurre cercano i gol di Nathalia Rozo e lei risponde presente, riusciranno a ripetersi a solo ventiquattr’ore di distanza?

Se il Falconara raggiunge la semifinale in una parte del tabellone certamente più agevole e lo fa senza mai soffrire contro la Lazio e la partita successiva a ricordarmi d’una questione importante. Sebbene questa disciplina voglia raccontarsi “professionale” possiamo asserire che la retribuzione non solo è lontana dalle professioniste del calcio femminile ma è sideralmente lontana perfino dalle professioniste degli esport.

Diventa così complesso e pruriginoso scrutinare le prestazioni di atlete che non guadagnano abbastanza per dover leggere “recensioni negative”. Tecnicamente sarebbe parte del lavoro. Un po’ come gli attori vengono giudicati da coloro che vanno al cinema e non sanno esattamente recitare, accade così anche per gli sportivi.

Guadagnassero le cifre di Onana allo United (Manchester) o di Guardiola sulla sponda saudita di Manchester, la critica anche feroce è compresa nel tasso d’attenzione che genera i loro introiti. Qui tra i palazzetti solo nel nome e i compensi non pagati, complesso adottare lo stesso genere di narrativa.

L’unica sorpresa arriva dall’ultima partita. Non basta una Vanin in formato Copa America al CMB per arrivare ad una semifinale che non dubito avrebbero definito “storica”. Nota a Margine: tutti gli eventi che accadono per la prima volta tendono ad essere storici, fine nota a margine.

Almeno ci siamo risparmiati un ottovolante o un settebello.

Buona Fortuna, futsal.

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