Destinazione Filippine

L’Italia femminile di futsal ha le sue diciassette giocatrici elette a portare l’azzurro nell’arcipelago asiatico.
Due i biglietti in palio in questo Elite Round che si terrà proprio sul suolo dell’italico stivale. Gruppo ormai consolidato dalle scelte del CT azzurro Francesca Salvatore.

Un gruppo che sembra essersi scrollata di dosso la narrativa che troppo spesso le hanno affibbiato. Quella delle eterne cenerentola, eternamente “underdogs”. Dopo aver battuto, seppure in amichevole, Portogallo e Spagna, questa Italia è nel suo momento di massima maturità agonistica.

Se il Brasile è obbligato a vincerlo questo primo mondiale, la squadra con più giocatrici nate in Brasile che non sia la nazionale verdeoro, può porsi come obiettivo quello d’arrivare tra le prime quattro alla manifestazione iridata nel prossimo autunno.

L’Ungheria primo avversario delle azzurre non può rappresentare un ostacolo, nemmeno psicologico. A parità d’attitudine al gioco e l’abilità nel gioco a fare la differenza. Le azzurre, oggi, ne hanno in abbondanza. Sarebbe bello vedere le azzurre affrontare le gare finalmente con il piglio della grande squadra, quella sicura dei proprio mezzi, quello che s’impone, non subisce.

La Svezia di futsal, seconda avversaria, vive un momento difficile non solo a livello sportivo. La federazione scandinava ha rimodulato al ribasso gli investimenti nel futsal. La federazione svedese punta a rilanciare la sua squadra di calcio femminile ed è lì che ha indirizzato le sue risorse tecniche ed economiche.

Le lusitane sono il vero test. Partita ufficiale, niente esperimenti, cambi di portiere a metà gara come spesso accade tra le fila del Portogallo femminile, niente spazio alle seconde linee. Questa Italia, la migliore possibile oggi, a meno di non reclutare altre giocatrici naturalizzate, ha l’obbligo di mostrarsi grande, al cospetto delle grandi squadre.

L’Italia femminile è tante cose, sicuramente non è più la cenerentola di qualche anno fa. È venuto il momento di presentarsi al gran ballo e invece di ballare la musica di altri, costringere le altre a ballare alla loro musica.

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