Se accadesse nel futsal tricolore?

La Juventus esce dalla Coppa Italia contro un Empoli in formazione ampiamente rimaneggiata e terz’ultima in Serie A. Immaginate lo stesso evento proiettato nel futsal italiano, non importa maschile o femminile, quest’ultimo può essere considerata al massimo una aggravante, semplicemente.

Il giorno successivo, qualsiasi testata, generalista o specializzata, ha dedicato ampio spazio all’evento. Quella specializzata in particolare ha praticamente escluso qualsiasi altra conversazione che non versi intorno a quello che è accaduto alla squadra bianconera guidata da Tiago Motta.

Migliaia di linee di testo, di parole spese sulla vicenda. Raramente queste sono state lusinghiere, molte hanno flirtano con quello che potrebbe essere considerato insulto. Potenzialmente 3.5 miliardi di persone hanno una opinione su quello che è accaduto.

Tre virgola cinque miliardi.

Proiettate la vicenda nell’italico calcetto. Mi chiedo quanti allenatori, presidenti, addetti ai lavori, sarebbero disposti a considerare normale quel livello di pressione dalla stampa. Non c’è ovviamente da preoccuparsi, questo non accade mai nel fuSTal.

Così come non c’è una tifoseria che nonostante la squadra sia nelle prime posizioni contesta ad ogni partita il suo presidente (Lotito vs Irriducibili). Oppure come nel caso del rapporto tra la curva granata e il presidente del Torino Cairo, questa non si rechi direttamente sotto i suoi uffici milanesi per cantare “Cairo devi vendere” per ore.

Non voglia il signore del pallone che la squadra invece strizzi l’occhio alla retrocessione o peggio sembri destinata come il Monza ad una sicura retrocessione. Oppure dopo un mercato estivo strombazzato si ritrovi a metà classifica destinata ad una stagione anonima.

Siamo sicuri che questo calcetto è pronto ad avere allenatori che si sentono chiedere lumi sulle scelte tecniche con il tono di chi ti chiede sei ti rendi conto del disastro che hai fatto? Oppure radio completamente dedicate a sviscerare ogni istante agonistico, gettando ulteriore pressione nell’ambiente.

Se invece la dimensione del patriottico futsal fosse questa, quella del passatempo di nicchia. Che come una famiglia ha le sue disfunzioni. Lo zio che beve troppo e poi si comporta male, il cugino terrapiattista convinto, la nonna che ricorda i fasti dei tempi che furono. Il nonno di “si stava meglio quando si stava peggio” e via così.

Spiegherebbe molte più cose, già.

Buona fortuna, futsal.

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